
Il matto
La carta “zero” nella numerazione dei 22 arcani maggiori.
Non a caso, si tratta dell’imprevedibilità in senso lato.
Ogni scenario è aperto, manca equilibrio, non c’è chiarezza.
Tutto è davvero possibile.

Il mago (o bagatto)
Rappresenta la forza di volontà, la resilienza. Questo personaggio è molto concentrato sul suo lavoro e trae per finire i frutti delle proprie fatiche.
Non si mette fretta, lavora alacremente, produce, crede!

La papessa
Personaggio femminile misterioso, imperscrutabile, ma molto potente. Con calma e ponderazione trae a sè (o trattiene) il potere.
Condivide con il papa la caratteristica della saggezza, dell’uso comunque consapevole e responsabile del potere.

L’imperatrice
Incarna la donna nel suo essere completa e insostituibile. Vi sono in questa carta tutte le componenti della femminilità sulla terra nel loro insieme. Si potrebbe semplicemente dire che rappresenta la realizzazione femminile. Condivide con l’imperatore la potenza.

L’imperatore
È l’uomo, il condottiero, il potente trascinatore. È forza interiore ed esteriore nel contempo. Si potrebbe riassumere in “carisma maschile”.

Il papa
Il saggio che ha potere, o il potente che non ne abusa ma anzi agisce con saggezza. Si differenzia dall’imperatore per l’approccio meno aggressivo e più mediatore. Meno istintivo e più riflessivo.

Gli amanti
Semplicemente, gli amanti.

Il carro
Probabilmente il modo migliore per memorizzarne il signifato è quello di percepirne il rumore in piena corsa. È un trambusto, qualcosa di vertiginoso, di vigoroso, qualcosa che copre per un attimo ogni altro rumore. Il baccano di un evento capovolgente!

La forza
Davide che sconfigge Golia. Ecco cos’è la forza. La convinzione prima di tutto. La preparazione. Il coraggio. La grinta. La tenacia. Tutto ciò che è necessario in emergenza o per risalire lentamente la china.

L’eremita
Il papa e la papessa sono dei “saggi consapevoli e realizzati”. L’eremita invece cerca la saggezza, e la trova, ma attraverso l’estraneazione o addirittura l’auto-alienazione. Spegnete tutto, devo stare da solo, lontano da qui e da tutti, per capire. E finché non avrò capito non tornerò.

La ruota
(o ruota della fortuna)
La fase del cambiamento, del movimento, della non staticità. Cambiare è sempre bene, anche quando non sembra.

La giustizia
Semplicemente, la cosa giusta, nel rispetto di tutto e tutti.

L’appeso
Rappresenta la sofferenza, il dolore, il passaggio obbligato che ognuno di noi a volte deve vivere sulla propria pelle, sentendola bruciare, in un modo anche disumano. Ma il dolore è il gran maestro della vita.

La morte
Semplicemente, la fine. Ma va colto il significato potente e positivo della fine. Forse in estrema sintesi: la fine necessaria di qualcosa.

La temperanza
La massima espressione dell’equilibrio. La capacità di calibrare con successo le forze, le dosi, le azioni, i pensieri. Nell’iconografia più tipica dei tarocchi, non a caso essa è rappresentata da un personaggio, solitamente femminile, che travasa un liquido da un’ampolla a un’altra senza disperderne nemmeno una sola goccia.

Il diavolo
Semplicemente, il male. Il male negli altri, ma anche quello in noi. Siamo sicuri che le due cosa siano così distanti? Il male altrui viene da noi codificato come tale in quanto riconosciuto forse dal nostro di male. Il male che si insinua nella nostra vita dall’esterno può essere sconfitto efficacemente contrastando il nostro.

La torre
La devastazione che un evento non gradito può portare. Anche la solitudine e il vuoto che a volte possono accompagnarlo.

La stella
(o stelle)
Semplicemente, la realizzazione di un sogno.

La luna
Il mistero. Si distingue dalla papessa (anch’essa carta misteriosa) per il suo legame con l’inganno. Qualcosa che può sembrare in un modo ed è in un altro. La luna inganna se non stiamo più che attenti. Infatti essa forma una “D” come “decrescente” nella sua fase di sviluppo e forma una “C” come “crescente” quando invece cala.

Il sole
Il calore della luce che entra dentro di noi e ci riscalda e rinfranca lo spirito. La serenità, anche con picchi di felicità. In una parola: una bellissima carta.

Il giudizio
Semplicemente, l’inevitabile momento della giudicatura.
Di qualcosa, di qualcuno, di noi.

Il mondo
La carta più bella e positiva in assoluto. Il tutto. La conquista di una pace vera.