Bruno Bazzucchi

Il 17 dicembre 1974 può essere considerato come “primi anni 70”? Forse si, forse due settimane dopo invece no! Resta il fatto che quella mi si dice da tempo che sia la mia data di nascita. È successo a Basilea, una meravigliosa, antica e suggestiva cittadina del nord della Svizzera. Ma molto a sud della Scandinavia. Dipende sempre dai punti di vista, come per i primi o secondi anni 70. Nella tarda primavera dell’anno successivo, quindi pochi mesi dopo, la mia famiglia si trasferiva in Ticino, dove io sono cresciuto frequentando le scuole dell’obbligo per poi intraprendere una formazione commerciale.

Diplomatomi nel 1993, ho lavorato inizialmente presso il Municipio di Breganzona. Dal 1996 al 1999 sono stato attivo nel campo della pubblicità, passando in seguito al settore bancario, nello specifico ambito delle Risorse umane. Nei quindici anni di attività presso una banca padronale di Lugano, ho accresciuto competenze e formazione nell’ambito HR, ottenendo la maestria del personale in formazione e il diploma federale di specialista del personale. Ho frequentato e ottenuto in seguito un mini-master in professional coaching. Lasciata la banca nel 2014 per abbracciare il settore sociosanitario, ma sempre in ambito Risorse umane, ho svolto l’attività di responsabile HR presso una fondazione che si occupa di presa in carico e cura delle dipendenze. Per 7 anni sono stato parallelamente consulente HR e responsabile di settore di una società di servizi nonché formatore per adulti in una scuola privata di Lugano per i corsi di certificazione federale in ambito HR. Nel medesimo periodo ho ottenuto il master in Human Capital Management di SUPSI, dopo un percorso formativo di tre anni. Con il 2021 sono riapprodato al mondo bancario in qualità di responsabile delle Risorse umane.

Quanto sopra è l’estrema sintesi del mio percorso formativo e professionale. Ci sono poi altri mondi nella mia vita che ritengo meritino di trovare spazio di espressione. Nella sezione “parole” ho selezionato alcuni vocaboli particolarmente evocativi in questo senso, attraverso i quali posso raccontarmi, cercando nel contempo di esprimere la mia interpretazione della vita, ma anche di parlare delle mie passioni. E una di queste è certamente la scrittura. L’essere figlio di un’insegnante di italiano e di un poeta, da qualche parte credo mi abbia incoraggiato, se non altro istintivamente, ad avvicinarmi alla dimensione della scrittura, soprattutto declinata in poesie e racconti brevi, idealizzando come mio primo mentore Dino Buzzati. Partecipo da molti anni al concorso letterario ticinese “Castelli di carta”, dove sono stato premiato nelle edizioni del 2009, con il racconto “Strano e ameno” e nel 2011, con il racconto “L’incontro magico”. Entrambi i racconti sono stati pubblicati nelle due rispettive edizioni cartacee del concorso. 

Oltre ai racconti brevi, sono pure appassionato di enigmistica, soprattutto rebus e crittografie mnemoniche (frasi bisenso) e perifrastiche, con un paio di pubblicazioni di giochi sulla rivista esclusiva di genere “La Sibilla”. In questo contesto mi presento con lo pseudonimo di “Nerone”. Sono associato ad ASSI (Associazione svizzera degli scrittori di lingua italiana) dal 2014, e con l’occasione del progetto “geografie” della Rete2 (audioracconti), ho aderito a ProLitteris. 

Anche la morte ha un posto privilegiato nella mia vita. Nei lunghi anni trascorsi in banca ho partecipato volontariamente a decine, se non centinaia, di funerali di parenti di collaboratori, in rappresentanza dell’ufficio del personale. È in particolare in queste circostanze che è cresciuta in me la convinzione di possedere un approccio naturale nel relazionarmi e sostenere persone che hanno subito la perdita di un caro. Al “crepuscolo” della vita.